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Piedi: una cavigliera per l’estate
Pubblicato da su 28/07/2011
L’estate ed il caldo ci riportano con la mente in quei luoghi esotici di popolazioni che vivono a stretto contatto con la terra, in una mescolanza di culture che si manifesta appieno nel nostro look. L’elemento che sintetizza tutto è ciò è la cavigliera. Ce ne sono di tanti tipi anche da abbinare ai costumi. Tu quale scegli?
La cavigliera è oggi ritenuto un oggetto sensualissimo. Infatti sin dalle sue origini era considerato tale, ma aveva una funzione ben precisa: la musica. La cavigliera antica veniva indossata dalle danzatrici orientali e spesso era adornata con dei sonaglietti in modo da produrre un ritmo durante la danza.
La sua capacità spettacolare dunque era ben compresa anche dagli antichi. Noi moderni invece siamo stati in grado di riadattare questo seducente strumento di bellezza in molti modi. In Africa possiamo trovare la cavigliera realizzata con fili naturali e ciondoli di legno, nei paesi costieri del mediterraneo invece troveremo la cavigliera realizzata con pietre di corallo o turchesi.
Ma la novità dell’estate è la cavigliera tutta estiva realizzata con ciondoli di conchiglia e madreperla. Esistono inoltre cavigliere per il giorno e per la sera. Quelle da abbinare ad abiti da sera sono generalmente più eleganti e possono andare da cavigliere con legno intagliato ed argento a cavigliere realizzate con fili d’oro.
Anche se la consuetudine vuole che la cavigliera debba essere indossata a contatto con la pelle e dunque senza calze, esistono le cavigliere da abbinare all’abito da sera come quelle fatte di perle, senza ciondoli. In questo caso sono apprezzate anche indossate sulle calze.
Un consiglio importante è quello di indossare le cavigliere sempre abbinandole alle scarpe. La cavigliera non può essere indossata su sandali con cinturino, perché il collo del piede deve essere sempre scoperto. L’ideale sarebbe indossarle proprio con calzature senza tacco per mettere ancora più in risalto la caviglia.
La chicca è indossare le cavigliere di perle su decolletè nere. Adesso che arriva l’estate dunque saprai come sbizzarrirti.
L’esercizio fisico rallenta l’invecchiamento
Pubblicato da su 21/07/2011
Tuttti parlano dei benefici dell’attività fisica associata alla dieta, ma pochi si focalizzano sul fatto che una sana attività fisica rallenta i processi di invecchiamento. Ma come è possibile che accada ciò?
Che l’esercizio fisico sia miracoloso lo sappiamo, tuttavia sappiamo veramente poco su come questa pratica induca il nostro organismo a mantenersi giovane. Alcuni studi condotti negli Usa ci hanno aiutato a capire il funzionamento dell’attività fisica sulle cellule del nostro corpo ed i risultati emersi sono entusiasmanti!
Niente creme di bellezza o dieta perfetta e sanissima. Il segreto per mantenersi giovani è l’allenamento. In pratica l’allenamento agisce al livello dei mitocondri interessati da una serie di naturali mutamenti genetici. Questi mutamenti servono a riparare i danni dell’invecchiamento che agisce, come sappiamo, a livello strutturale.
Ma i processi di invecchiamento subiti il nostro organismo sono di vario genere. Più in generale a rallentare l’invecchiamento è la produzione di una proteina capace di regolare i geni coinvolti nel processo metabolico e in quello della produzione di energia. Proprio questo processo regola anche la vita dei mitocondri che vengono protetti nel caso di malfunzionamenti.
Sicuramente una alimentazione sana e corretta predispone a meno stress fisici e al dispendio minore di energia per il nostro corpo, il livello di antiossidanti ci aiuta a contrastare i radicali liberi e bere molta acqua aiuta moltissimo le cellule dell’organismo. Ma è con l’allenamento che possiamo compiere un vero miracolo!
Ricorrere allo sport, anche dopo anni di pigrizia assoluta, è l’arma migliore per ritardare i processi di invecchiamento ed è sicuramente più efficace ed economico delle creme di bellezza!
Esercizi mattutini per l’estate
Pubblicato da su 06/07/2011
Come fare d’estate a svegliarsi e affrontare al meglio una giornata afosa? La domanda non è di facile risposta visto che molte persone non sono propense a cambiare le proprie abitudini. Ma vediamo qualche esercizio fisico per sopportare meglio il caldo abbinato ad una corretta abitudine alimentare.
Quando ci si alza la mattina d’estate, può capitare che ci sia già molto caldo.
Per cercare di mettere in sintonia il proprio corpo con la temperatura, il consiglio è quello di sdraiarsi con la schiena scoperta per terra ed aprire la braccia. In questo modo dopo 5 minuti sentirete un diverso equilibrio termico con la terra e vi sentirete meglio quando vi alzerete.
Appena alzati inoltre bevete due bicchieri d’acqua a temperatura ambiente. Cercate di tenere lontane le bibite fresche la mattina perché quel che dovete tentare di fare è raggiungere un equilibrio termico e non una freschezza assoluta! L’obiettivo è educare il corpo a sopportare il caldo.
Subito dopo, una ricca colazione con frutta e alimenti light come lo yogurt. Riequilibrare la flora intestinale e al contempo assumere vitamine e sali minerali è la regola numero uno per sopportare il caldo.
In secondo luogo bisogna sempre ricordare che bere la mattina serve ad abbassare la temperatura corporea. L’idratazione infatti aiuta a rimpiazzare i liquidi persi con il sudore e soprattutto ad eliminare la sensazione di fame che spesso ci porta ad assumere troppe calorie.
Al ritorno, se il pranzo rigorosamente con piatti freddi e tanta acqua non ti soddisfano ti potrai concedere una doccia fredda e vedrai che il caldo non sarà più un mostro invincibile!
Il fitness allunga la vita
Pubblicato da su 04/07/2011
Coloro che si tengono in forma moderatamente negli anni, con il passare del tempo potrebbero avere aspettative di vita più lunghe rispetto a persone completamente inattive. Lo studio che ci porta questa notizia è neozelandese ed è stato condotto su 4.400 persone tra adulti e anziani.
Il 20% di questi non svolgeva alcuna attività fisica ed è stato dimostrato che avevano il doppio delle possibilità di morire nei successivi nove anni rispetto agli individui anche solo un po’ più attivi. La ricerca è durata dal 1986 al 2006. Il minimo di attività fisica consigliata è di 30 minuti, corrispondente per esempio a una camminata veloce, almeno cinque volte a settimana.
“I nostri risultati suggeriscono che uno stile di vita sedentario, più che le differenze nei fattori di rischio cardiovascolari o l’età, possa spiegare i tassi di mortalità doppi negli individui sedentari rispetto a quelli leggermente più attivi”, dichiara la coordinatrice della ricerca.
Almeno i due terzi delle persone analizzate tra le più sedentarie non facevano nemmeno i trenta minuti consigliati. Occorre mantenere un certo livello di fitness svolgendo regolarmente attività fisica.
I dolori causati da digitazione di messaggini
Pubblicato da su 27/06/2011
Al giorno d’oggi, il modo più usato per comunicare è di certo l’e-mail, oltre al diffusissimo e più pratico sms. Ma attenzione, perché dietro a questa “pratica” mania, si possono nascondere delle insidie, soprattutto dolori fisici.
Secondo uno studio condotto presso la Temple University di Philadelphia, i dolori in questione colpirebbero le spalle, soprattutto negli uomini. Lo studio è stato effettuato all’interno di un College, su 138studenti per poi dimostrare che vi è un legame tra l’aumento del numero di dolori alla spalla ed il numero di sms inviati al giorno.
Sarebbe meglio riuscire ad informare maggiormente in merito a tali problemi, in modo da avvisare i ragazzi che passano il loro tempo servendosi della tecnologia mobile.
Prendendo coscienza di tale notizia, secondo i ricercatori, sarebbe opportuno effettuare nuovi e più approfonditi studi per analizzare i disturbi muscolo-scheletrici collegati all’uso di tastiere di cellulari o palmari. E soprattutto sarebbe interessante capire se i danni arrivino a protrarsi a lungo termine.
Un accumulo di rame causa il Morbo di Wilson
Pubblicato da su 23/06/2011
Un recente studio ha confermato la vera causa del Morbo di Wilson che in Italia è considerata una malattia genetica, progressiva e rara.
Secondo gli studiosi questo Morbo è generato da un accumulo di rame principalmente nel fegato e poi nel cervello. Ciò determina il suo andamento costante e degenerativo. Nel 2001 il decreto ministeriale n° 279 lo ha classificato tra le “malattie rare”, infatti l’incidenza varia a seconda delle zone e si aggira tra una persona su 30.000 e una persona su 100.000. Questo morbo colpisce sia uomini che donne, senza distinzioni.
La causa principale sarebbe un accumulo epatico di rame circa 20 volte superiore al normale associato alla carenza della ceruloplasmina: la proteina plasmatica del rame. In realtà la diagnosi di questa malattia non può essere effettuata prima dei sei mesi di vita. Infatti i valori citati relativi alla presenza di rame al livello del fegato sono normali nei neonati fino all’età di 2 o 3 mesi.
C’è da dire che molto spesso la diagnosi non è semplice perché le persone che accusano dolori al fegato ricevono sovente diagnosi fuorvianti di epatiti acute o mononucleosi infettiva. Ad indurre in errore sono i sintomi simili ad un’epatite fulminante, un’anemia emolitica, un deficit di ceruloplasmina e un aumento dei livelli di rame nel sangue.
Successivamente al fegato, viene colpito il sistema nervoso centrale e quindi il cervello. Ciò causa gravi problemi motori: tremori, difficoltà motoria dovuta ad atteggiamenti posturali del tutto involontari dell’individuo, disturbo dell’articolazione e delle parole e difficoltà a chiudere la mandibola associata ad un’ipersalivazione.
Per questo raro, ma dolorosissimo morbo è stata ideata una terapia farmacologica: penicellamina o trietine per i casi gravi; zinco per i casi ancora asintotici o allo stadio iniziale. In questo modo è possibile contrastare gli effetti negativi del rame sul sistema nervoso centrale espellendo la quantità di rame in eccesso dalla urine. Bisogna però evitare di mangiare frutta secca, fegato, frutti di mare, cioccolato poiché contengono un alto contenuto di rame e potrebbero contrastare gli effetti della terapia farmacologica.
I fattori determinanti di questa malattia sono stati identificati solo di recente, prima infatti, questa malattia veniva spesso confusa con altre patologie e non si comprendeva la vera origine del morbo.
Crampi dopo lo sport? Prova con lo zenzero
Pubblicato da su 21/06/2011
C’è a chi piace e a chi no, perché il sapore dello zenzero è davvero particolare. Si tratta di una spezia raffinatissima usata solo dagli chef più distinti. Ma a cosa serve davvero? Lo zenzero ha moltissime proprietà e si lega bene con l’attività sportiva perché ci aiuta a combattere i sintomi classici come crampi, dolori muscolari e nausea.
Se la domenica mattina esageri con le corse al parco e poi questi disturbi ti impediscono di gustare il pranzo domenicale, niente paura: basta un po’ di zenzero!
A dirlo sono i ricercatori della Georgia State University che hanno pubblicato gli esiti di una ricerca condotta proprio per definire le proprietà dello zenzero e che ha ottenuto uno spazio sulla prestigiosa rivista Journal of Pain.
Si sapeva già da tempo che lo zenzero è noto da sempre per la sua capacità di lenire i sintomi di crampi addominali e nausea, ma secondo i ricercatori statunitensi le sue proprietà antidolorifiche non finiscono qui. Lo zenzero aiuta anche a superare i sintomi post allenamento come crampi, dolori muscolari e tutto ciò che deriva da uno sforzo fisico intenso.
Il primo gruppo si è nutrito con una porzione di zenzero crudo o cotto, il secondo invece ha gustato un placebo. Lo studio ha mostrato che lo zenzero cotto o crudo è in grado di ridurre il dolore muscolare del 24% circa.
Il dottor Black responsabile del Dipartimento di Kinesiologia della Georgia State University, afferma che consumare quotidianamente zenzero aiuta a ridurre significativamente dolori muscolari.
Per questi importanti risultati i ricercatori hanno deciso di proseguire con gli studi sullo zenzero al fine di individuarne la componente antinfiammatoria per l’intero organismo e non solo a livello muscolare.
Tapioca : cereale bianco
Pubblicato da su 18/06/2011
Sempre più spesso negli ultimi anni ci vengono proposti alimenti esotici conosciuti solo da pochi in Italia. Tra questi troviamo la tapioca, un cereale che si ricava dal tubero di una pianta originaria dell’ America del Sud, utilizzata però molto in Oriente.
Nei negozi di alimentazione biologica si trova come farina o sotto forma di piccoli pallini bianchi, che una volta fatti bollire assumono consistenza gelatinosa.
Costituita per il 90% da amido, la tapioca contiene pochissimo calcio e fosforo. Viene utilizzata nell’alimentazione dei bambini che soffrono di problemi digestivi. In alternativa la si utilizza per addensare salse e budini, come sostitutivo della nostra polenta o del pane nei piatti orientali, accompagnata con verdure.
E’ bene far presente che la tapioca deriva da questa pianta i cui tuberi contengono una sostanza velenosissima, che viene eliminata col lavaggio e la trasformazione che la rende poi vendibile e commestibile, ma è comunque bene non farne un uso sconsiderato e continuo per lunghi periodi, ma solo come alternativa valida di tanto in tanto ad altri piatti.
Ora una ricetta semplice e veloce per prepararne un piatto gradito anche ai bambini in fase di svezzamento.
Ricetta base per la Tapioca :
Ingredienti: 100 gr di farina di Tapioca, 150ml di brodo, formaggio grattugiato a piacere insalata tipo Lattuga
Preparazione: preparare il brodo, con del dado senza lievito né glutammato o se avete tempo sarebbe meglio con delle verdure fresche che poi toglierete. Una volta portato a bollore e cotto, versare la tapioca. Mescolare bene per evitare la formazione di grumi, cuocere per 10 /15minuti, aggiungere il formaggio grattugiato e servire.
La variante potrebbe essere aggiungere l’insalata tagliata finemente, passata in padella con del burro e unita poi alla tapioca quando è a metà cottura. Alla fine aggiungere sempre del formaggio grattugiato prima di servire.
Estate a tutta frutta
Pubblicato da su 15/06/2011
Si sa che l’alimentazione corretta è importante, ma come fare per affrontare l’estate nel modo migliore? I nutrizionisti chiedono di non dimenticare le vitamine, ma quali? Quelle della frutta. E dunque per l’estate non c’è niente di meglio della frutta, con poche calorie, ma con una grande concentrazione di vitamine e di acidi grassi essenziali.
Molti parlano di frutta fresca, meglio se matura e appena colta dall’albero, ma quanti di vuoi conoscono i benefici della frutta secca? La frutta secca infatti ha perso il suo contenuto d’acqua conservando ed accentuando il suo contenuto in vitamine, antiossidanti ed acidi grassi essenziali. Per una stessa quantità di prodotto infatti la frutta secca batte la frutta fresca per quanto concerne questi nutrienti. Ma la novità che molti non si aspettano è che la frutta secca è assolutamente ipocalorica. Poche calorie per tanti nutrienti. Questo significa nutrire il nostro organismo senza incrementare le riserve di grasso. Inoltre la frutta secca dà l’energia necessaria a chi fa sport. E allora cosa aspetti a crearti una macedonia fai da te con la frutta secca? É ottima soprattutto da gustare con yogurt.
Mandorle, noci, pinoli, pistacchi, arachidi sono gustosissimi sia da mangiare così sia con lo yogurt o in un tortino fatto in casa.
• Ma per quanto riguarda la frutta fresca invece? É giusto adattare anche gli alimenti bruciagrassi alla nostra dieta estiva? Se hai deciso di riempire la tua casa di ananas sappi che i miracoli non esistono. Inoltre è bene sapere che dovrebbero farne un uso limitato tutti coloro che soffrono di tiroidite ed ipertensione. Gran parte dei bruciagrassi infatti agiscono attraverso un effetto diuretico. Fondamentale è dunque cercare di seguire un’alimentazione corretta, mangiare molta frutta d’estate, soprattutto quella fresca e bere tanto facendo anche tanta attività fisica. Non c’è niente di meglio del periodo caldo per dimagrire!